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● Il Toponimo:
L'origine del toponimo "Alano" è controversa: infatti una
tradizione popolare lo collega all'attività della
lavorazione della lana ma gli studiosi popendono per farlo derivare dal
germanico ALLA o dal termine medievale Alanus/i,
indicante l'omonima popolazione barbarica; altre etimologie, forse
più fantasiose, indicano, fra l'altro, come radice del nome
di Alano un termine etrusco.
Nei documenti altomedievali il toponimo appare nelle forme di
Alan, Lano o Lan;
Alano è una forma grafica che sembra essersi stabilita solo
a partire dal XIV secolo.
Con la riorganizzazione amministrativa napoleonica il toponimo diventa
"Alano del Piave", trasformato in "Alano di Piave" durante il Regno
d'Italia.
● Cenni storici:
Alano, ultimo paese del bellunese sul limitare della pianura
trevigiana, sorge nell'omonima conca situata tra le falde del versante
orientale del Monte Grappa e la sponda del Piave.
Verso ovest il territorio comunale comprende alcune valli che si aprono
sul massiccio del Grappa, a circa 1000 metri di altitudine. Qui, in
estate, è ancora praticato l'alpeggio: il visitatore
può fare gradevolissime passeggiate seguendo uno dei tanti
itinerari d'escursione tracciati fra i boschi di faggio e pascoli;
molte malghe sono ancora in attività ed è
possibile ristorarsi presso gli agriturismi e soggiornare presso le
baite messe a disposizione dal Comune. Si possono inoltre visitare i
campi di battaglia e le trincee della prima Guerra Mondiale o
raggiungere l'Ossario di Cima Grappa.
Verso est il territorio si sviluppa lungo la sponda destra del Piave,
che qui comincia a scorrere più lento e tranquillo, in un
letto che tende a farsi più ampio quanto più ci
si avvicina alla pianura.
● I reperti archeologici:
I reperti archeologici rinvenuti nel corso di alcuni scavi compiuti fra
la fine dell'Ottocento ed i primi decenni del Novecento hanno
confermato l'esistenza di un insediamento stabile databile all'epoca
romana, forse un "pagus" dei Misquilli: il miliario rinvenuto a Fener
ospitava rocche, ville e cappelle e fu a lungo conteso tra Feltre e
Treviso. Abbiamo notizie di scontri, che perdurarono fino agli inizi
del Cinquecento con tristi ripercussioni sulla popolazione, e di gravi
calamità naturali, come il terremoto che nel 1695 distrusse
la chiesetta di San Pietro e la villa dei conti Lan.
Il terreno non era facile da coltivare ma gli abitanti seppero
sviluppare nei secoli varie e fruttuose attività
artigianali: la lavorazione della lana e della seta, la produzione del
carbone, l'estrazione della calce e la forgiatura di oggetti metallici.
Ad Alano, presso lo splendido palazzo dei conti Franzoja, edificio
barocco sorto sulle rovine del Castelletto di Carnirano, si riunivano
religiosi, artisti e letterati; Fener, sorta presso il fiume, era
divenuta un vivace centro commerciale.
Con il crollo della Serenissima, Alano, tra la fine del XVIII ed i
primi decenni del XIX secolo, passò dalla dominazione
francese a quella austriaca; il suo territorio, dipendente
giuridicamente da Treviso, fu aggragato nel 1810 al Dipartimento della
Piave.
Soggetto agli austriaci per circa mezzo secolo, Alano, unitamente
all'intero Veneto, entrò a far parte del Regno d'Italia nel
1866, seguendone le alterne vicende fino allo scoppio della Prima
Guerra Mondiale.
Dopo la ritirata di Caporetto, Alano rimase zona neutra e l'abitato
venne quasi completamente distrutto dall'artiglieria austriaca. La
guerra fu combattuta sui monti circostanti: sul Monfenera, sul Tomba,
sul Valderoa trovarono la morte moltissimi soldati italiani ed
austriaci; per le vicende svoltesi qui la conca di Alano è
chiamata anche "Conca delle Medaglie d'Oro" a causa delle tante
promozioni ed onorificenze concesse a quanti vi compirono atti di
coraggio (15 medaglie d'oro, 136 medaglie d'argento, 270 di bronzo e 40
promozioni per merito di guerra). Dal 1983 è stato
realizzato ad Alano il Museo Storico della Guerra:
l'istituzione è nata per iniziativa dei superstiti del
I° e II° Fanteria Savoia Re ed è attualmente
ospitata nei locali delle ex scuole elementari della frazione Campo. Il
museo conserva una ricca documentazione della storia di Alano con
cimeli e documenti, fotografie, carte militari ed un interessante
plastico che ricostruisce la disposizione delle truppe durante la
Grande Guerra.
Finita la guerra, la ricostruzione si prospettò lunga e
difficile e molti abitanti furono spinti a tentare la via
dell'emigrazione. La situazione fu ulteriormente peggiorata dallo
scoppio del secondo conflitto mondiale, che costò alla
popolazione un altissimo tributo di sangue, versato come soldati in
Grecia e Russia e come partigiani.
A partire dal Secondo Dopoguerra ma soprattutto in questi ultimi anni,
Alano ha conosciuto una vera e propria rinasciata economica, favorita
dal grande incremento delle attività artigianali e dalla
rivalutazione delle ricchezze ambientali del territorio. Estremamente
stimolante si è dimostrata la spinta data dalle tante
associazioni culturali, sportive, caritative, attivissime sul
territorio ed impegnate a favorirne lo sviluppo in collaborazione con
le istituzioni.
Tratto dalla guida: "in
viaggio... Alano di Piave"
edizioni sviluppo 2000
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